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Situato in pieno centro, proprio nel cuore pulsante di Firenze, il Mercato Nuovo si trova tra via Calimala e via Porta Rossa, strategicamente inserito in una delle zone più caratteristiche della città.

Attualmente, viene chiamato Mercato Nuovo per distinguerlo dall’antico Mercato Vecchio, storicamente situato in Piazza della Repubblica, oggi non più esistente.

Collocato in un contesto che rappresenta uno dei principali nodi commerciali di Firenze, accanto al Mercato sorgono numerose botteghe e rinomati ristoranti, dove è possibile assaporare il meglio della cucina toscana.

A pochi passi da Ponte Vecchio e da Piazza della Signoria, simboli intramontabili dello splendore della città medicea, il Mercato Nuovo si estende all’interno di un imponente loggiato antico, la cui costruzione risale al 1547, realizzata secondo il progetto di Giovanni Battista del Tasso, rinomato scultore e architetto italiano, che nel sedicesimo secolo lavorò per i maggiori rappresentanti della Famiglia dei Medici.

Dalla fine dell’Ottocento, nelle nicchie laterali del loggato furono esposte statue di illustri personaggi, protagonisti di importanti vicende della storia fiorentina: il politico Michele di Lando, il cronista Giovanni Villani e il tipografo Bernardo Cennini.

Nonostante sia sovente coperto dalle bancarelle del Mercato, al centro del pavimento del loggiato si trova un meraviglioso tondo marmoreo, che riproduce una delle ruote del Carroccio, espressione dello splendore e magnificenza della Repubblica fiorentina.

Originariamente, il Mercato era finalizzato alla vendita di fiori e oggetti di paglia, di seta e di stoffe pregiate, nonché di oggetti preziosi realizzati secondo l’estro e la maestria che da sempre caratterizzano la manifattura toscana; una manifattura che non ha mai smesso di presentare sul mercato prodotti unici, e di affascinare la moltitudine di clienti che ogni anno affollano le numerose bancarelle.

Il Mercato Nuovo è più comunemente conosciuto come Mercato del Porcellino di Firenze, secondo la tradizione popolare. Il nome deriva dalla presenza di una meravigliosa statua bronzea raffigurante un cinghiale, e che gli abitanti della città sono soliti chiamare porcellino, in tono affettivo e vezzeggiativo.

La statua si trova oggi nella parte sud del loggiato, ma in origine era collocata nella parte nord, in una posizione più facilmente visibile all’occhio dei passeggiatori che circolavano nella via principale. Con l’arrivo delle automobili, e con il progressivo aumentare del traffico cittadino, fu ritenuto opportuno modificarne la posizione nell’attuale collocazione.

La fontana, rappresentata dal cinghiale, fu commissionata da Cosimo II de’ Medici nel 1612, con lo scopo di offrire ai lavoratori del Mercato (pellai, conciatori e filatori) un continuo rifornimento idrico, indispensabile per garantire il corretto svolgersi delle attività commerciali. Dunque, oltre all’indiscussa funzione estetica, la statua svolgeva in primis una funzione pratica.

Realizzata nel 1633 dallo scultore toscano Pietro Tacca, miglior allievo del Giambologna, la fontana poggia su una imponente base a forma ottagonale, anch’essa in bronzo, sulla cui superficie sono rappresentati anfibi e piccoli animali tipici dei boschi e delle zone acquitrinose dove è solito vivere il cinghiale.

Infine, non si deve dimenticare come l’antica tradizione che ruota intorno alla statua del porcellino continui a sopravvivere ai giorni nostri, seguitando ad affascinare i visitatori di tutto il mondo, adulti e bambini: storicamente, si credeva che accarezzare il muso del cinghiale fosse di buon auspicio. Ancora oggi, milioni di persone, spinte dalla superstizione o dalla semplice curiosità, si affollano intorno alla statua per sfiorare il muso dell’animale o per lasciar cadere una moneta nella grata della fontana, nella speranza di trovare quella desiderata fortuna che fu tanto cara ai poeti e filosofi fiorentini.

Article by Vittoria Chiaverotti

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